Ben venga il Premio Teknè, è una bella idea quella di premiare le Amministrazioni che si sforzano di cambiare il volto al proprio territorio per migliorare il patrimonio di tutti, il bene comune rappresentato da quello che ogni giorno i cittadini guardano e vivono come “il proprio paese”.
Ma, ci chiediamo, perché questo avviene a Calimera?
Il nostro paese paga adesso la distruzione, avvenuta nei decenni passati, del centro storico a favore dei palazzi costruiti in piazza e nelle vie principali della città. Quindi giustamente si pone il problema della contestualizzazione urbana delle opere che si devono realizzare.
Sarebbe bello che anche il nostro Comune un giorno vincesse il Premio, ma al momento sembra impossibile.
Impossibile perché, paradossalmente, la Giunta Rosato che ha inventato il Premio, non ha alcuna intenzione di dare al paese le linee guida di uno sviluppo armonico ed integrato dell’abitato e del territorio circostante. Oggi ognuno può fare quello che vuole, basta rispettare volumi e superfici limite… Troppo poco per parlare di contestualizzazione urbana.
Impossibile perché a Calimera se voleste costruire una centrale elettrica a cinquecento metri dalle case o un parco eolico in una zona già interessata da progetti di salvaguardia ambientale, riuscireste a farlo, basta parlare con l’assessore giusto, ma se per caso voleste passeggiare al parco giochi e godervi il verde degli alberi della villa, vi dovreste sbrigare. Le scuole sono fatiscenti, le strade sono sporche e disastrate, cosa è stato fatto? La voragine del frantoio ipogeo, i viali alberati non più alberati, le operazioni ardite sulla casa di Vito Domenico Palumbo, le ambizioni sulla zona Chiaffa… tutti segnali che parlano chiaro: questi amministratori non sono stati capaci.
Allora il dubbio è forte: l’ass. Mazzei, illuminato da Dio, ha concepito il Premio Teknè per fare un dispetto alla vecchia amministrazione che aveva eretto quell’obbrobrio del Mercato Coperto (adesso veramente bello!); poi lo ha reso una serata mondana di sfilate di moda con passerelle di politici, stile Barba e Fitto, e adesso, che è capo gabinetto del Presidente della Provincia, vuole portare il Premio sotto il controllo della Provincia. Qualcuno in piazza diceva che così potrebbe darsi un incarico, noi non crediamo! Crediamo che sia per la vergogna di dover giustificare il “nuovo” mercato coperto della zona 167 (… ma nell’incarico dato al progettista figurava “fai di tutto per farci fare bella figura”?).
Calimera deve avere un Piano Urbanistico Generale, deve valorizzare quanto è rimasto di bello sulla direttrice Castrì-Martano, sulla via Costantini, via Roma e nelle altre zone dove rimangono le tipiche abitazioni con case a volta, corti e facciate di pietra leccese; deve rivitalizzare le campagne attorno al centro abitato e la zona dei boschi, deve ridurre il traffico nel centro cittadino e soprattutto nella zona delle scuole elementari.
Fatto questo, anche Calimera sarà un po’ più bella.
il premio Teknè CONTINUA AD ESALTARE la riqualificazione urbana deLLE altrE AMMINISTRAZIONI, MA ANCHE l’incoereNZA e LE CONTRADDIZIONI DELla nostra !
POLEMONTA - la casa della sinistra