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 Ecco cosa succede al cosiddetto canile di Calimera



Abbiamo deciso di pubblicare queste foto terribili perchè giudichiamo indecente la condizione dei cani randagi a Calimera. Accusiamo la Giunta PDL retta dal sindaco Rosato di aver permesso l'ingenerarsi e il perdurare di una situazione insostenibile e inaccettabile per un paese civile.
Chiediamo al Sindaco e a quanti sono chiamati alla gestione del randagismo di riconoscere la gravità della situazione e di prendere provvedimenti urgenti.


Il problema del randagismo nel Comune di Calimera negli anni che vanno dal 1999 al 2004 è stato affrontato dall’Amministrazione retta dal sindaco Francesco Panese insieme all’“Associazione per i cani abbandonati - sez. di Calimera”.
Tra l’Amministrazione Comunale e l’Associazione, nel periodo indicato, fu stipulata una convenzione secondo la quale i volontari iscritti all’associazione avrebbero garantito le prestazioni necessarie alla popolazione canina presente sul territorio comunale mediante interventi di assistenza ai cani. L’Amministrazione Comunale, oltre a coprire le spese sostenute dall’Associazione, metteva a disposizione dell’Associazione una struttura attrezzata per l’accoglienza temporanea degli animali.
Le modalità operative usate dall’ Associazione furono:
- Monitoraggio della popolazione canina con registro degli interventi effettuati sui singoli cani;
- Operazioni di assistenza sanitaria portate ai cani randagi (trattamenti antiparassitari, vaccinazioni, assistenza a cani feriti…) effettuate sul posto e, ove necessario, in ambulatorio veterinario;
- Sterilizzazione delle femmine presso ambulatori veterinari di fiducia dell’associazione;
- Affidamento dei randagi mediante banchetti realizzati su tutto il territorio provinciale;
- Segnalazione alle strutture ASL per tutti quei casi nei quali ciò è previsto;
- Uso della struttura attrezzata per il ricovero temporaneo di cani debilitati fisicamente o bisognosi di cure o osservazione.
La descrizione puntuale dell’attività dell’Associazione è raccolta nei registri storici dell’Associazione, disponibili in qualsiasi momento alla consultazione.
Il lavoro dell’ Associazione, basato sull’apporto rigorosamente volontario degli iscritti, si realizzò in gran parte sul territorio comunale e solo ove necessario nella struttura di accoglienza alla quale, ben inteso, fu sempre garantito il libero accesso di chiunque ne abbia fatto richiesta.
Il rapporto tra l’Associazione e l’Amministrazione Comunale si concluse con la fine della Convenzione che non fu rinnovata all’insediamento della nuova Amministrazione Comunale retta dal sindaco Rosato.

OGGI LE COSE STANNO COME VEDETE NEL MANIFESTO.
B A S T A ! ! !




 


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