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 Scongiurata la creazione della megacentrale

Calimera lotta contro il piccolo mostro ecologico

La grande centrale elettrica a oli vegetali 15 megawatt di potenza non si farà. Pochi giorni fa il Consiglio Comunale di Calimera ha decretato l’abbandono di uno dei due progetti proposti da un imprenditore di Galatone e accolti con favore dall’Amministrazione Rosato. Niente di nuovo invece per quanto riguarda il progetto di una seconda centrale a biomasse di taglia più piccola, per la quale l’iter autorizzativo prosegue pur fra qualche intoppo.
La vicenda della grande centrale si chiude definitivamente dopo alcuni mesi di tensione tra l’Amministrazione Rosato e i cittadini. La protesta popolare era esplosa con decine di manifesti murali, articoli giornalistici e con la nascita di un comitato popolare che ha raccolto centinaia di firme per chiedere al Comune di tornare sulle sue decisioni. Nel settembre scorso in un infuocato incontro pubblico il Sindaco sì era dichiarato disponibile a fare un passo indietro su una delle due centrali, quella più grande, trincerandosi nella strenua difesa dell’altra.


Qualche giorno fa, in seguito alla massiccia attività del “Comitato Salute e Ambiente per Calimera”, i Consiglieri della minoranza hanno portato in Consiglio Comunale una richiesta nella quale si chiedeva al sindaco Rosato di formalizzare la sua retromarcia sulla grande centrale a oli vegetali.
Lo stop alla centrale è una vittoria politica della minoranza dunque? Formalmente no, dato che giusto poche ore prima del Consiglio Comunale era giunta al Comune una provvidenziale e puntualissima comunicazione (benedette le Poste Italiane...) con la quale l’imprenditore di Galatone rinunciava al progetto. In questo modo la maggioranza del sindaco Rosato ha potuto strappare all’opposizione la rivendicazione formale della rinuncia. Resta il fatto innegabile che nella sostanza, l’abbandono del progetto è stata una grande vittoria della collaborazione tra cittadini e rappresentanti di minoranza che hanno reso inevitabile quella rinuncia e hanno collaborato per scongiurare la creazione di un mostro ambientale a Calimera.
Ma la lotta continua: l’abbandono del progetto per la centrale a oli vegetali infatti non pregiudica l’iter autorizzativo dell’altra centrale, quella a biomasse legnose. Per permettere la costruzione di quella centrale l’Amministrazione Rosato si sta facendo tuttora in quattro. Perché?
Perché nonostante l’inevitabile aumento delle emissioni inquinanti a fronte di benefici per la collettività pressoché nulli il sindaco Giuseppe Rosato e l’assessore Bernardo Monticelli-Cuggiò sono così decisi? Perché il sindaco favoleggia fantastiche “emissioni zero”, che non esistono se non nella testa degli ingenui o degli sprovveduti? Perché l’assessore Monticelli-Cuggiò, dimostrando peraltro poca onestà intellettuale, tra pareri scientifici contrastanti sceglie quello che gli fa più comodo? Su quali basi opera le sue scelte?
Noi di Polemonta abbiamo espresso più volte il nostro pensiero e torniamo a farlo: non condividiamo affatto le scelte del sindaco Rosato e del suo assessore all’ambiente Bernardo Monticelli-Cuggiò.
Se davvero questa Amministrazione vuole occuparsi di energia deve intraprendere delle azioni concrete finalizzate alla sostenibilità, al miglioramento dell’efficienza energetica e alla riduzione dei consumi. Altro che centrali!

Alberto Giammaruco



 


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