Seppur di rado, qualche volta anche tra tv e giornali si accenna ai problemi di sicurezza sul lavoro. E quando ciò avviene non certo pochi sono gli squaletti della politica che si prodigano in lunghe e superficiali esternazioni. Di spicciola pietà e cordoglio quando si allunga la lista di chi non può più tornare a casa dopo una giornata di lavoro, di sterili appelli sul da farsi quando irrompe qualche notizia sui soprusi ed infortuni nei cantieri.
Peccato però che a tutto questo, ben di rado venga alla luce un seguito di politiche serie per prevenire l'allungarsi di certe liste nere e offrire una reale sicurezza nel mondo del lavoro.
Anzi, spesso le stesse misure di governo, quali i segreti di stato a garanzia dei potenti mondiali o, meglio, degli affari di signorotti nazionali, mettono a rischio vita e sicurezza di tutti quei lavoratori che si fanno il mazzo quotidianamente, punendo coloro i quali per loro si spendono.
Negli articoli riportari qui di seguito, ecco come ,chi cerca di far emergere situazioni di illegalità e lavoro irregolare denunciandole, oggi in Italia va a finire male.
E' la storia di un sindacalista della Fillea CGIL che attraverso la collaborazione di alcuni operai del cantiere della "Maddalena" stava facendo scomode scoperte di illegalità circa l'appalto e le condizioni di lavoro.
Dal Corriere della Sera del 27/12/2008:
Da l'Espresso del 30/12/2008